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GALATEO, RUOLI E ETICHETTA
»DURANTE IL RICEVIMENTO
»DISPOSIZIONE DEI TAVOLI
»IL TAGLIO DELLA TORTA
La parola “galateo” oggi suona quasi fuori moda, ma se pensiamo al suo sinonimo di uso quotidiano “buona educazione” , si capisce che altro non è che il modo di rapportarsi con gli altri che dovrebbe essere alla base della convivenza civile. Galateo è soprattutto rispetto di sé stessi e degli altri in ogni occasione della nostra vita.
Nelle cerimonie è una presenza silenziosa della quale si sente profondamente la mancanza, se non si applicano alcune regole base.
Quindi elenchiamo le regole base del galateo per un matrimonio:
lo sposo, i genitori, la madre della sposa arrivano in chiesa almeno 20 minuti prima dell’inizio della cerimonia, per accogliere parenti ed amici. Si possono muovere liberamente salutando e accompagnando gli ospiti in chiesa (parenti e amici di lei a sinistra guardando l’altare, quelli di lui a destra).
Qualche minuto prima dell’inizio della cerimonia, lo sposo entra in chiesa accompagnato dalla madre e prende posto accanto all’altare, e attende la sposa accanto ai testimoni
testimoni di lei in prima fila a sinistra davanti ai genitori, quelli di lui a destra
la sposa arriva puntuale e si presenta in chiesa a sinistra del padre, appoggiandosi al suo braccio
vietate le cavalcate, si cammina piano sorridendo e salutando chi ci sorride.
La musica inizia da quando entrano i primi invitati, e la regia fa si che la musica scelta per l’ingresso della sposa sia solenne (anche non necessariamente la marcia nuziale) e che parte prima dell’ingresso della sposa
La sposa e il padre attendono che la musica più alta catturi l’attenzione e si faccia silenzio, poi entrano in chiesa
La cerimonia si svolge senza problemi essendo un rito programmato. Se è possibile meglio che la musica accompagni tutti i momenti di vuoto e di silenzio, creando un sottofondo.
All’uscita, si formerà un corteo formato da: sposo e sposa, padre di lei e madre di lui, padre di lui e madre di lei, e quindi tutti gli altri a seguire
Non attentate alla vita degli sposi con chili di riso schiaffati sugli occhi: il lancio può essere fatto anche con gesti aggraziati.
Questo per quanto riguarda il rito. Per quello che riguarda l’abbigliamento ricordiamoci che:
il matrimonio non è una festa in discoteca, quindi non si indossano abiti da sera scollatissimi con strass e perline ma abiti da cerimonia (soprattutto di mattina)
le spalle sono coperte da sciarpe e giacchini o le scollature decorose. Evitiamo corpini trasparenti, spalline varie che spuntano dai vestiti, spacchi vertiginosi nella gonna. Il bon ton suggerisce moderazione non solo per la sposa ma anche per i suoi invitati.
Per l’uomo perfetto il completo scuro o giacca blu e pantaloni grigi: altro lo eviterei.
Il rito in comune è più semplice, ed il bon ton, che in chiesa è richiesto anche dal fatto di essere in un luogo di culto, resta comunque alla base di comportamenti ed abbigliamento.
Meno sontuosa la sposa, mentre per gli invitati il discorso non cambia
Tutto il resto (rinfresco, bomboniere, saluti, tagli di torta), dovrebbero avere lo stesso tono elegante e garbato che ha la cerimonia in chiesa o in comune, se si seguono queste piccole regole.
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